Štefan Papčo
∗1983, Slovakia
lives and work in Bratislava, Slovakia
Le opere di Papčo esposte alla sesta Biennale Gherdëina sono un omaggio agli eroi della montagna. Una serie, Citizens, eseguita in bronzo e legno, consiste in ritratti scultorei di tre alpinisti, di nome Jaroslav, Miroslav e Andrej. La figura di Andrej è stata collocata dall’artista sulle colline rocciose intorno a Cortina nelle Dolomiti ed è visibile attraverso un live stream installato presso il Circolo.Le opere di Papčo’s esposte alla Biennale Gherdëina VI sono un omaggio agli eroi della montagna. La serie Citizens, eseguita in bronzo e legno, consiste in ritratti scultorei di tre alpinisti, di nome Jaroslav, Miroslav e Andrej. La figura di Jaroslav è stata collocata dall’artista sulle colline di Col de Flam, mentre Andrej è collocata sulle rocce intorno a Cortina nelle Dolomiti ed è visibile attraverso un live stream installato presso il Circolo artistico e culturale di Ortisei.
«Ad alta quota, la mia guida mi ha insegnato il freddo comodo. “Se ti raggomitoli” mi ha detto, “se ti proteggi e ti vesti, il nemico ti penetrerà fino al fegato. Il freddo è più invasivo di te. No, devi presentarti, scoprirti e andargli incontro, farlo amico. Ti rispetterà. Trasforma un contro in un pro”. Ma senza oltrepassare il limite letale. “Tuffati in mare o in un fiume. Se sguazzi e lotti contro l’acqua, ti soffocherà, ti annegherà. No. Trasforma un fuori in un dentro. Diventa amico dell’acqua che ti anima e ti sosterrà, ti accarezzerà. Non sarai più in grado di lasciarla. Come un pesce. Scala la parete rocciosa. Se ti fai spaventare dalla gravità verticale, ti scaglierà giù, ti spingerà nel vuoto, e tu cadrai. No. Trasforma il contro in un con. Accarezza la roccia come fosse un’amante e ti aiuterà e ti offrirà delle prese. E tu la scalerai con il cuore leggero. Come un camoscio. Vola nell’aria, con un deltaplano o un windsurf, con un’ala a delta o un kitewing. Come un uccello”».
La serie Absolute presenta silenziosi “anti monumenti” che feticizzano la presenza degli alpinisti attraverso interpretazioni scultoree dei loro effetti personali come l’abbigliamento da alta quota che li protegge contro il vento estremo e le basse temperature. Papčo personalizza e mitizza i suoi protagonisti, enfatizzando gli aspetti etici e corporei comportati dalla sfida di uno spazio verticale. La montagna appare, allo stesso tempo, un’entità fisica ed etica, il luogo di un’estrema esperienza esistenziale, e un costrutto mitico: una fantasmagoria, un desiderio, un sogno, un eccesso mentale. L’interpretazione post romantica che Papčo propone del gesto solitario della scalata trasmette un atto di apprendimento dalla montagna (nonché da altri fenomeni naturali come il mare o gli oceani), insieme all’atto di resistenza e collettività descritto dal filosofo Michel Serres come segue.