Markus Delago
∗1964, Italy
lives and work in Ortisei, Italy
Pratica l'apprendistato di scultura presso Hermann Josef Runggaldier e prosegue gli studi all'Accademia di Arti Figurative di Monaco di Baviera. Vive e lavora a Ortisei. Markus Delago sperimenta una sorta di "pittura d'azione" che concretizza in graffiti anticonformisti nei segni e nelle scelte cromatiche, e con essi si rapporta in modo libero e divertito con lo spazio urbano.Markus Delago dirige la sua ricerca su un terreno concettuale e speculativo, ed analizza con severa ironia, il linguaggio che guida la costituzione dell’atto creativo. Con la sua performance, ci diletta giocando sul rapporto dialettico tra pieni e vuoti: con un balzo induttivo comprendiamo che spesso la nostra attenzione, parafrasando un detto rabbinico, è più incantata dal vaso che da ciò che esso contiene. E l’artista delinea proprio il vaso, ovvero il contorno delle figure usando, non casualmente, quello stesso tono di giallo della segnaletica stradale: in entrambi i casi il colore incornicia la vacuità dello spazio, fissandone una sorta di confine al negativo anzichè al positivo. Lo spray utilizzato, aereo e impalpabile nella sua sostanza, suggella l’assenza di tattilità delle sagome disegnate a terra in prossimità della Cassa di Risparmio riportandoci alla rapina che qui avvenne nel 2006. Delle persone reali di quel giorno restano soltanto le tracce dei loro involucri corporei, segnati come orme di cui si insegue un passato ormai sbiavato.
L’iniziale perplessità dell’osservatore di fronte alla rappresentazione di Markus Delago è fugata dalla riflessione innescata proprio da queste sagome che sono tutto ciò che resta di quell’evento, come, per usare le parole dell’artista, le bottiglie vuote sparse ovunque dopo una pubblica manifestazione. Markus Delago dunque, ricostruisce del momento passato, la sua essenziale ossatura, così come fa un sacerdote quando celebrando la cerimonia, semplifica la solenne unicità del rito originario. Ne consegue che l’artista valorizzi in modo decisivo il ruolo del momento ideativo e mentale dell’opera creata, lasciando che la sua “azione”permanga nella nostra immaginazione emotiva come una scheggia di verità.