Femmy Otten

∗1981, Amsterdam, Netherlands
lives and work in Amsterdam, Netherlands

La ricerca di Femmy Otten celebra il corpo umano in ogni sua parte ed è caratterizzata da una libertà assoluta. L’artista si muove con naturalezza tra lavorazione del legno, disegni a matita, tempere, dipinti e performance mescolando riferimenti a opere dell’antichità classica, medievali e rinascimentali. Otten si innesta in una tradizione antica, ma sceglie di ritrarre i corpi esclusi dall’arte del passato, colmando così i vuoti della storia. Il risultato sono lavori senza tempo che trattano temi universali come l’amore, la fluidità tra i generi e la maternità, ma che possono essere considerati anche una serie di autoritratti. “La mia intimità è il mio attivismo, la vergogna è una mancanza di empatia con se stessi” afferma l’artista nei versi che ha composto perTheParliament of Marmots. A Castel Gardena Otten presenta una nuova serie di opere, The Mountains and the Vulva, in cui l’artista adotta simboli universali di fertilità come la vulva, ricorrente in diverse culture e diverse epoche, che è al tempo stesso una rappresentazione intima, fortemente connessa alla sua vita:“Voglio far incontrare le tradizioni con la trasgressione, il futuro, la percezion ee le storie senza inizio e senza fine”.Hourglass è un’opera in legno basata su un lavoro precedente, Days undressed, che, raddoppiata, crea la forma di una clessidra. Nell’opera lo scorrere del tempo è rappresentato attraverso parti del corpo umano, le rughe, le pieghe, le parti del corpo rovinate dall’amore affiorano sulla superficie della scultura e costituiscono la clessidra.

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