Eva Papamargariti

∗1987, Greece
lives and work in Athens and London

Eva Papamargariti utilizza diversi linguaggi artistici per esplorarei processi simbiotici e le interdipendenze tra l’essere umano, la natura e la tecnologia. Il suo lavoro parla del momento in cui il grottesco, la finzione eil realismo si scontrano, mentre il nostro ambiente si fonde con il virtuale, il quotidiano, il perturbante e lo straordinario. In Strong, Feeble, Unfixed (2022), un’opera basata sulla realtà aumentata, l’artista esplora le nozioni di entropia e di divenire attraverso un corpo ibrido che si trova in uno stato di costante trasformazione, tra creazione e decadimento. È un corpo inquietante che assomiglia a volte a un umano, a volte a una pianta o a un albero, altre volte auno strano fossile proveniente da un tempo indeterminato. Per The Parliament of Marmots Papamargariti ha realizzato una video-installazione a tre canali in un garage nella zona pedonale di Ortisei. Il tema dell’opera è la dialettica inquietante della natura selvaggia, che l’artista affronta alternando immagini generate al computer a immagini reali. Seguendola narrazione da una prospettiva non umana, il punto di vista è quello di una creatura mitologica simile a una chimera, che viene lentamente attirata nella foresta da un impulso misterioso. Il suo viaggio di trasformazione tra la fuga e il ritorno alla natura selvaggia è accompagnato da rituali estatici che lo portano sempre più in uno stato di smarrimento e di estasi, di peregrinazione e di confusione. Chi siamo noi in questo altrove che è la natura selvaggia? Per l’artista l’idea di perdersi contiene in sé sia il desiderio che la paura per l’ignoto, e la sua opera ci interroga su come possiamo imparare a lasciarci “perseguitare” dal bosco.

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