Karin Welponer

∗1941, Italy
lives and work in Bolzano, Italy

La ricerca di Karin Welponer è da sempre profondamente legata al disegno, utilizzato già nelle illustrazioni grafiche degli anni Sessanta e ancora oggi presente nella sua serie più recente di lavori dedicati al corpo femminile. Nel corso della sua vita ha compiuto numerosi viaggi nel Sahara e nei deserti arabi,da cui è tornata con diari di viaggio, schizzi e acquerelli e con l’esperienza di uno stretto contatto con le comunità del deserto, che la hanno accolta nei proprinuclei familiari.Il deserto nordafricano è stato anche il punto di partenza del suo progetto Itinerario di un cubo(1993), in cui Welponer ha esplorato un grande oggetto a forma di cubo scoperto nel paesaggio sabbioso, la cui origine e significato erano sconosciuti agli abitanti del luogo. In numerosi acquerelli, disegni, collage e installazioni, l’artista lo racconta indagando il rapporto tra artefatto e mondo naturale. La sua più ampia serie di acquerelli di paesaggi africani, presentati per la prima volta nell’ambito di Biennale Gherdëina 9 nella sua installazioneRitratti in pietra, è stata realizzata nel deserto algerino, dove l’artista è tornata più volte nel corso degli anni Ottanta. Munita di matita, carboncino, gesso rosso e acquerelli, Karin Welponer ha percorso lunghi tratti di deserto insieme ad alcuni membri della comunità Tuareg, disegnando sotto il cielo o al riparo di una rocciao una duna. I suoi acquerelli documentano luoghi specifici, alcuni dei quali ogginon sono più accessibili alle persone occidentali. Sono tracce intime dello stretto rapporto dell’artista con il paesaggio montano e desertico africano e allo stessotempo sono testimonianze di una narrazione geologica che unisce l’immaginario delle montagne dolomitiche natie al Tassili nordafricano.

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