Alessandro Biggio

∗1974, Cagliari, Italy

Ogni opera di Alessandro Biggio inizia con un esperimento di cui l’artista non conosce il risultato. Disfacimento e forma compiuta convivono in equilibrio precario in tutti i suoi lavori, realizzati con materiali quali la cenere o l’argilla.Per il suo progetto più radicale,BRACCIA, nel 2013 ha invitato nel suo studio a Calasetta, sull’isola di Sant’Antioco, nove artist3a ideare un’opera della cui realizzazione si è occupato lui stesso. Un esperimento di condivisione che sfuma il confine tra autore e produttore materiale, mentre distanzia lo stato di insularitàda quello di isolamento.CoiConi di cenere(2008 - in corso), l’artista compie un gesto al limite dell’ossimoro, dare forma alla cenere. Il risultato è di natura ambigua: pur sembrando sculture di solido cemento, sono in realtà creature fragili, in equilibrioprecario tra disfacimento e forma compiuta. Pur essendo simili all’apparenza, ogni cono subisce un processo di asciugatura che lo rende diverso da tutti gli altri,una modalità inorganica di invecchiamento. La loro dimensione è determinata da un limite fisico, che non può essere superato, pena la sicura distruzione dell’opera. Nella serieStudi per un ritratto(2014 – in corso) l’artista modella dei volti nell’argilla, fermandosi prima che inizino a diventare individui riconoscibili. Le teste sono poi immerse nell’acqua e portate allo scioglimento. Il fango che ne deriva è infine utilizzato per colorare dei teli dalle forme variabili.I video del disfacimento dei volti, presentati a Ortisei, sono stati realizzati nello studio dell’artista da alcuni visitatori e visitatrici nel corso degli anni e mai mostrati prima. “Credo che questo materiale sia altro rispetto alla semplicedocumentazione. Diventa a sua volta l’insieme di frammenti di individualità:quelle di chi li ha realizzati, in quei particolari momenti”. I video ricordano le frane delle montagne erose dal cambiamento climatico e al tempo stesso indagano la capacità di annientare la propria individualità per potere vedere l’Altro, essere vivente o inanimato che sia.

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